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NUOVE TECNOLOGIE21/05/2010
Nuove prospettive terapeutiche per i parkinsoniani
351 metri in 6 minuti di cammino, all'incirca la stessa distanza che percorre un soggetto sano della stessa età: questo è il risultato ottenuto dai pazienti affetti da Malattia di Parkinson utilizzando il Locomotor training nella riabilitazione anziché il tradizionale protocollo che prevede solo stimoli acustici e visivi. È il dato più importante che emerge dallo studio "Il trattamento riabilitativo della deambulazione nei pazienti con malattia di Parkinson e freezing della marcia: confronto fra due protocolli riabilitativi che utilizzano cues visivi e uditivi associati o meno a treadmill training" pubblicato lo scorso anno sulla prestigiosa rivista Moviment Disorders. Il lavoro è stato presentato al "XIII Congresso mondiale sulla malattia di Parkinson e i disturbi del movimento" svoltosi a Parigi lo scorso anno.
La ricerca, condotta dall'equipe del dr. Giuseppe Frazzitta, responsabile del Laboratorio di diagnostica e rieducazione neuromuscolare dell'Istituto scientifico dell'IRCCS Fondazione Maugeri di Montescano (Pavia) apre nuove prospettive terapeutiche ed ha infatti suscitato un grande interesse nel mondo scientifico internazionale, in particolare nel prof. Nir Giladi, responsabile del Moviment Disorders Unit del Souraski Medical Center di Tel Aviv.
Lo studio, prevedeva il confronto fra due gruppi di pazienti di cui il primo veniva sottoposto ad un trattamento riabilitativo del cammino utilizzando il locomotor training ed il secondo invece ad un classico trattamento con cues (= stimoli) visivo ed uditivo. Numerosi studi hanno dimostrato in passato l'efficacia dell'utilizzo di cues visivi e uditivi oppure di tapis roulant, usati singolarmente, nella riabilitazione del cammino nei pazienti con malattia di Parkinson. "Il nostro lavoro, racconta il dr. Frazzitta, nasce nel 1999 quando, con l'allora responsabile dr. Casale, abbiamo iniziato a sviluppare un percorso riabilitativo per i pazienti affetti da Malattia di Parkinson che afferivano al nostro centro. La svolta nella nostra ricerca è avvenuta però a partire dal 2006 quando, dal responsabile della neuroriabilitazione, dr. Felicetti, mi è stato affidato il Laboratorio di diagnostica e rieducazione neuromuscolare e abbiamo quindi iniziato ad utilizzare il locomotor training con i risultati ora noti." Illocomotor training è, infatti, una macchina che permette di utilizzare tutti i cues contemporaneamente; è costituito da un tapis roulant, da uno stimolo acustico che determina il ritmo della marcia e da uno schermo su cui appaiono l'immagine grafica di un box e del piede del paziente. Quando l'immagine del piede si sovrappone correttamente al box durante la marcia appare un feedback positivo. I pazienti del gruppo che ha utilizzato il locomotor, al termine del trattamento, percorrevano in 6 minuti 351 metri, all'incirca la stessa distanza che percorre un soggetto sano della stessa età. Confrontando i dati finali con quelli registrati all'inizio del trattamento, i pazienti percorrevano ben 130 metri in più, a differenza dei 57 metri in più percorsi dai pazienti del gruppo sottoposto al trattamento tradizionale. Dai dati preliminari del follow up, si può affermare che l'efficacia della riabilitazione con locomotor training si protrae per un periodo di circa 10 mesi. In sostanza illocomotor, permettendo di associare più stimoli contemporaneamente, è in grado di migliorare l'efficacia ottenuta con i tradizionali stimoli utilizzati singolarmente.
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